Marco Passalia su INFOpmi

Qual è la sua radiografia del momento attuale nel nostro Cantone?

Ci troviamo in un periodo storico sui generis. Abbiamo tutti vissuto la pandemia e le sue conseguenze, ma siamo anche tutti testimoni di una guerra a due passi da casa nostra. Grande incertezza, difficoltà nei trasporti e nella logistica, ritardi nell’approvvigionamento di materiali, incrementi sproporzionati dei prezzi dell’energia e di tutte le materie prime nonché difficoltà a reperire manodopera qualificata. Ciononostante, in questo contesto ad alta spinta inflazionistica, per motivi che tutti conosciamo, il nostro Cantone ha vissuto un boom economico importante nel settore del turismo, della ristorazione e dell’alberghiero ma anche nel settore immobiliare, nelle costruzioni e nell’artigianato. A soffrire di più sono in generale quelle industrie attive a livello internazionale e fortemente influenzate dalle dinamiche economiche globali.

Per chi fa impresa è importante poter pianificare con certezza su tempistiche, forniture e finanziamenti. Direi che non bisogna essere veggenti per capire che ci vorrà qualche anno per ritrovare equilibrio e stabilità nel nostro sistema economico.

Lei conosce esigenze e bisogni di un imprenditore. Ritiene che il Cantone faccia il necessario a supporto degli imprenditori?

Occorre sottolineare che durante il periodo pandemico, in generale, l’autorità federale e quella cantonale – in alcuni casi anche quella comunale – hanno fatto parecchio per sostenere le varie attività imprenditoriali direttamente influenzate dagli obblighi di chiusura imposti dal covid. Mi riferisco ad esempio alle indennità per il lavoro ridotto, al programma dei casi di rigore, ecc.

Al di là del momento particolare, ritengo realisticamente che il Cantone possa fare molto senza grandi sforzi né investimenti per semplificare il lavoro agli imprenditori. Mi riferisco in particolare alla necessità di ridurre la burocrazia, aumentare la digitalizzazione ed incrementare il coordinamento tra enti pubblici. Sembra una frase fatta, ma quando ci si scontra con certe richieste si ha veramente l’impressione di lottare contro mulini a vento facendo passare la voglia di investire nel nostro Cantone.

Ci vorrebbero degli strumenti mirati? Se sì quali?

Riprendendo la risposta precedente, ritengo che l’autorità cantonale debba creare una commissione mista atta a semplificare la burocrazia andando a revisionare, senza tabù e pregiudizi, tutte le leggi che regolano i diversi settori economici.

Siamo e saremo confrontati con il rincaro dei prezzi dell’elettricità. Quali i “pericoli” principali per i ticinesi?

Quale imprenditore prestato alla politica, sono molto attento a questo tema. Infatti, in una mia recente interrogazione dal titolo “Cara Energia, quanto ci costi?” illustravo come già a fine marzo 2022 il costo dell’elettricità fosse in rapido aumento. Per rispondere concretamente alla domanda è chiaro che per numerosi motivi ci ritroveremo a pagare gli effetti negativi della pandemia e del conflitto in Ucraina. Ciò significa fatture dell’elettricità e del gas più elevate, aumento del prezzo di beni di prima necessità e in generale tendenza inflazionistica dell’intera economia ticinese, svizzera ed europea.

Ritengo però che tutte queste difficoltà possano fungere da stimolo per favorire la transizione energetica creando numerose opportunità d’affari, posti di lavoro, nuove competenze ed indotto per il Cantone.

Intervista apparsa su INFOpmi, luglio 2022