Video promozionale GG

Elezioni cantonali 2011: Generazione Giovani si presenta!

Elezioni cantonali: Marco Passalia

Campagna elettorale per il Consiglio di Stato

Discorso al Congresso Cantonale PPD

Non so se è più dura per me, visto che devo parlare per ultimo, o per voi che dovete ascoltare l’ennesimo discorso. Vi prometto quindi che non la farò troppo lunga e che dirò cose semplici.

A questo proposito devo farvi una confessione: qualcuno una volta mi ha detto che per avere successo in un discorso pubblico bisogna dire cose banali, cose che tutti conoscono; in questo modo, tutti dovrebbero rispecchiarsi in quello che dico e di conseguenza dovrebbero darmi ragione e, forse, anche il voto.

Per essere coerente, quindi, vi parlerò semplicemente di sport e di storia; infatti, è mia intenzione esprimermi sulla maratona (la gara di corsa) e sulla figura storica di Annibale, l’indomito condottiero cartaginese.

Passiamo al mio primo tema: la maratona.

42 chilometri di corsa massacrante in cui può succedere di tutto. Cambiamenti continui di ritmo, acido lattico nei muscoli e nausea da affaticamento, per poi riprendere la corsa ad un ritmo costante; pioggia, fatica, caldo, scarpe slacciate, cadute, scontri con gli altri atleti, per poi ritornare nuovamente in corsa. E così via per decine di chilometri. Ma il momento peggiore deve ancora arrivare: al 32° chilometro si entra in grave crisi fisica e si è tentati di mollare. Fortunatamente, l’obbiettivo, cioè il 42° chilometro, è vicino, e grazie ad una buona preparazione psico-fisica, si arriva finalmente al traguardo.

Ora, pensiamo per un momento alla nostra piazza economica ed all’interminabile corsa che stiamo facendo.

Il ritmo è mediamente buono, c’è qualche spinta qua e là, qualcuno cede il passo a qualcun altro, ma in sostanza siamo ancora tutti in gara. In fondo, finché si continua a correre, anche se c’è qualche cedimento qua e là, non c’è molto di cui preoccuparsi. Il problema però è che in questa maratona continuiamo a correre senza mai vedere il traguardo; detto in altre parole, non sappiamo quali sono gli obbiettivi ed alla lunga rischiamo di scoppiare.

Vogliamo attirare aziende dall’estero, ma non vogliamo la manodopera frontaliera. Vogliamo concentrare l’attività finanziaria sulla clientela privata italiana, ma poi non ne veniamo ad una nei rapporti con l’Italia.

Vogliamo l’insediamento di aziende ad alto valore aggiunto, ma poi non sappiamo né dove andare a prenderle né come accoglierle.

Vogliamo i turisti, ma non riusciamo a garantirci delle vie d’accesso valide e fluide. Vogliamo investire nell’energia rinnovabile, ma poi ci fissiamo su posizioni “anti-carbonare” (in tutti i sensi) e sulla pericolosità delle pale eoliche per gli uccelli e i pipistrelli. L’elenco sarebbe ancora lungo, ma forse è più opportuno dare qualche spunto costruttivo che possa far intravvedere il traguardo.

Se guardo al futuro e penso al Ticino del 2030, m’immagino un cantone che abbia saputo valorizzare l’industria dell’esportazione che oggi conta già più di 1’000 aziende che vendono i propri prodotti e servizi in tutto il mondo. Aziende che sempre di più investono nella formazione specifica in sinergia con gli istituti universitari.

M’immagino anche un cantone in cui le professioni artigianali siano ben coperte dalla manodopera ticinese che sempre di più mostra una certa propensione a mettersi in proprio. Ed allora forse si parlerà anche dei padroncini svizzeri che vanno a lavorare in Italia puntando sulla qualità delle proprie prestazioni.

Nel 2030 vedo anche una piazza finanziaria che è stata capace in parte di riconvertirsi ed in parte di diversificare le attività. Accanto alla gestione patrimoniale, molti ticinesi lavoreranno nel settore del commercio delle materie prime ( settore sul quale mi sto impegnando personalmente), nella gestione di hedge funds, nell’ambito dei fondi d’investimento ma anche dei cosiddetti private equity. E così via.

In questo futuro prossimo anche le zone periferiche, le nostre valli e le nostre montagne avranno la giusta considerazione, visto che il turismo invernale ed estivo saranno gli elementi centrali delle attività economiche e del dinamismo sociale. Naturalmente, ciò a seguito di investimenti nei collegamenti stradali, nelle infrastrutture turistiche e nella promozione del nostro territorio all’estero.

Uno scorcio di traguardo ho cercato di farvelo vedere. Allo stesso tempo, però, credo che oltre a ragionare in termini di obbiettivi chiari e condivisi, si dovrà verificare sistematicamente quanto manca per raggiungere il traguardo così da attivarsi di conseguenza. Chissà forse in quegli anni saremo anche un pizzico più protezionisti, un po’ più furbi e magari non soffriremo più della sindrome da “primi della classe”.

Visto che stiamo parlando di maratona, da candidato in corsa lasciatemi fermare un attimo per togliermi un sassolino dalla scarpa.

Sarà l’irriverenza giovanile, sarà la febbre di fine campagna elettorale, ma ho l’impressione che siano davvero pochi i candidati che si sono mostrati in grado di garantire la governabilità al cantone Ticino: mi riferisco a quei candidati che stanno mostrando il coraggio delle proprie opinioni. Non voglio offendere nessuno tra il pubblico presente così come non voglio sminuire le tradizioni popolari democratiche, ma mi sembra che i cosiddetti “oregiatt” – nel senso delle idee ambigue – siano sempre più presenti in tutti i partiti. Alla faccia delle posizioni chiare ed inequivocabili.

Come ticinese dico a testa alta e senza mezzi termini che non voglio l’isolamento del Ticino e che credo nel completamento della galleria del S. Gottardo. Oltre a subire dall’Italia e dal resto della Svizzera, dobbiamo farci male da soli anche su questo tema? Anche sulla questione della fiscalità sono stufo di sentire i soliti tabù ideologici. Tanti ticinesi vogliono sapere chi è in favore degli sgravi fiscali e chi è contrario perché altrimenti non si sa più cosa o chi votare. Io sono convinto che la politica fiscale degli anni ‘90 abbia garantito al nostro cantone la crescita economica ed abbia portato il Ticino ad essere più concorrenziale a livello nazionale. I dati parlano da soli: dal 1996 al 2009 il gettito delle persone fisiche è aumentato del 19% (da 655 a 780 milioni di franchi), mentre nello stesso periodo quello delle persone giuridiche (cioè delle aziende) è incrementato del 67% (da 188 a 314 milioni di franchi).

L’altra questione che infastidisce molti ticinesi è il problema dei morosi delle casse malati che percepiscono un sussidio anche se nel frattempo si permettono spese assolutamente non prioritarie (es. leasing di auto costosissime, ecc.). I ticinesi vogliono sapere chiaramente dai candidati perché oltre a pagare regolarmente i premi della cassa malati bisogna sussidiare anche questa categoria di morosi attraverso le imposte dei contribuenti. Giustamente c’è la solidarietà verso le famiglie con figli, le famiglie monoparentali ed altre persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, ma perché bisogna sostenere tutti senza distinzione ben precise? Io sono convinto, come proposto da alcuni deputati popolari democratici,che si possano trovare altre soluzioni (penso ad un sistema di prelievo alla fonte dei premi di cassa malati per una certa categoria di morosi).

Mi avvio alla conclusione, ma non preoccupatevi, non mi sono dimenticato di parlarvi di Annibale.

Cito questo personaggio storico per due motivi. Innanzitutto perché ha avuto il coraggio di difendere le proprie convinzioni fino all’ultimo giungendo alla decisione di marciare contro Roma. Come ticinese e come candidato anch’io intendo difendere i nostri interessi e i nostri ideali senza esitazioni.

In secondo luogo, ammiro Annibale perché già ai suoi tempi aveva capito quanto fosse importante l’asse nord-sud ostacolato dalle Alpi. Quindi, se non verrà proposto il completamento del Gottardo come alternativa alla prospettata chiusura per il risanamento, propongo di utilizzare gli elefanti per evitare l’isolamento del Ticino.

Marco Passalia

Contesto: PPD VS Lega

Venerdì 18 marzo, La 1, ore 19:30
Contesto – Faccia a faccia
PPD vs LEGA DEI TICINESI

Con Marco Passalia, Norman Gobbi

[vimeo url=”http://www.rsi.ch/elezioni/videopmm.cfm?uuid=40bf63b3-8c5c-42f0-b933-c85857d0cf66″ width=”500″ height=”200″ full=”no” ]

 

È possibile prendere in mano il proprio futuro.

Abbiamo chiesto ad alcuni studenti dell’USI quali fossero le loro priorità e le loro domande per i candidati alle elezioni cantonali del 10 aprile 2011.
Marco Passalia, candidato al Consiglio di Stato per il PPD, fra i più giovani in corsa per l’Esecutivo, ci ha fornito le sue risposte, che vi presentiamo.

TicinoLive: In che modo si impegnerebbe per favorire l’occupazione giovanile?

Marco Passalia: A mio parere la questione della disoccupazione giovanile dovrebbe essere affrontata differenziando le misure che potranno essere messe in atto subito da quelle adottabili nel medio e nel lungo periodo.
Tra le misure a breve, già oggi si dovrebbe insistere maggiormente sulle riqualifiche specifiche legate a quei settori in cui c’è una forte domanda di personale (ad esempio l’ambito delle esportazioni). Inoltre, risulta importantissimo il ruolo informativo del Cantone in sinergia con le associazioni economiche e sindacali per stimolare le aziende ad accogliere apprendisti, ad assumere giovani freschi di studio e ad aprire le porte a nuovi stagisti. Non dimentichiamoci che spesso il problema per i giovani è proprio l’impossibilità di fare i primi passi nel mondo del lavoro.
Un altro elemento importante che potrebbe essere migliorato rapidamente è lo stimolo all’auto-imprenditorialità accompagnato dalla diffusione di tutte quelle competenze per mettersi in proprio: ciò naturalmente presuppone che si conosca già un mestiere o che si abbia un’ottima idea. Di esempi ce ne sono parecchi, ma si potrebbe fare molto di più.
Ovviamente, non si può parlare di microimprenditorialità senza far riferimento alla necessità di creare una forma di microcredito adatta alle nostre abitudini sociali. A questo proposito, sarebbe da approfondire il ruolo che potrebbe giocare la Banca dello Stato del cantone Ticino.
Nel medio e lungo periodo, invece, sarà cruciale fare delle scelte formative chiare atte a rispondere alle necessità dell’economia e della società. Mi spiego. Se oggi il mondo del lavoro fa fatica a trovare ingegneri civili, allora sarà importante orientare gli studi anche in quella direzione. Se la popolazione invecchia costantemente, significa che avremo bisogno di personale infermieristico e di assistenti di cura. Infine, non dimentichiamo che nel lunghissimo termine sarà fondamentale insistere sulla ricerca scientifica nel nostro cantone, sulla formazione di nicchia e sul trasferimento tecnologico dai centri di competenza verso le aziende. In questo modo si punterà anche sul lavoro altamente qualificato.

TicinoLive: Ha intenzione di promuovere misure concrete per la riduzione delle polveri fini e le emissioni di CO2 che non si affidino unicamente alle variazioni meteorologiche? 

MP: La domanda è generale ed in parte si può tranquillamente rispondere con un sì: la cultura del rispetto dell’ambiente è insita nelle nuove generazioni (compresa la mia).
Allo stesso momento, però, ha una sua valenza razionale anche il principio che “chi inquina, paga”.
Cominciamo col dire che tra le cause principali di queste emissioni dobbiamo annoverare le economie domestiche, le aziende ed il traffico stradale (e ferroviario).
Quindi, per quanto concerne il traffico stradale in futuro si dovrà sicuramente insistere ai cosiddetti “ecoincentivi” che mirano a migliorare il parco veicoli in termini di efficienza energetica. Inoltre, non vanno dimenticate nemmeno formule moderne di mobilità come il “car sharing”(condivisione dell’auto) o una tradizionale combinazione – laddove è possibile – tra veicolo privato e mezzi pubblici (“park and ride”). Provocatoriamente, inoltre, mi verrebbe anche da dire che non si è ancora fatto abbastanza per promuovere il traffico lento (bicicletta, ecc.)
Per quanto riguarda le economie domestiche, se si vorranno avere degli effetti positivi occorrerà insistere sul risanamento degli stabili obsoleti e su condizioni rispettose dell’ambiente per le nuove abitazioni (vedi standard Minergie).
Naturalmente, lo Stato regolatore può fare molto in questa direzione, ma occorre fare attenzione a non correre il rischio di ottenere l’effetto negativo di ribaltare tutti i costi in un breve intervallo di tempo unicamente sulle spalle del singolo cittadino proprietario o affittuario.
Per quanto riguarda le aziende, il discorso del risanamento degli stabili è analogo, ma è necessario aggiungere che si dovrà puntare maggiormente sul mercato dei certificati di emissione di CO2 per stimolare le aziende ad avere comportamenti virtuosi.
Per concludere, in generale, sarà importante mettere l’accento su una ripartizione equa tra tutti gli attori in gioco dei costi di trasferimento verso minori emissioni di polveri fini e di CO2. Non potranno certamente essere unicamente le aziende, i singoli cittadini o gli utenti della strada a dover pagare le esternalità negative causate all’ambiente.

TL: Quale la sua visione sulla promozione del turismo in Ticino? Come intende portare avanti questo tema in futuro, sia a livello locale che cantonale?

MP: Non voglio peccare di “tuttologia”, ma ritengo importante considerare due elementi centrali. Il primo è l’accessibilità del nostro territorio. Mi riferisco alle infrastrutture stradali che devono essere in grado di soddisfare un forte afflusso di turisti (penso ad esempio alle code chilometriche al Gottardo), ma anche a tutte quelle strade che devono garantire l’accesso verso le zone più periferiche e più ricercate dai turisti. A questo proposito, non dimentichiamo che una buona fetta dei turisti predilige tutt’ora la libertà di spostamento grazie al veicolo privato.
Quindi, sarà essenziale mettere l’accento su tutte quelle opere infrastrutturali cruciali per tutto il cantone: penso in particolare al completamento del Gottardo, al collegamento A2-A13 nel Locarnese, alla Stabio-Arcisate nel Mendrisiotto nonché alla circonvallazione di Agno-Bioggio nel Luganese.
L’altro elemento importante è l’organizzazione di eventi che siano in grado di attrarre visitatori in tutti i periodi dell’anno. Banale a dirsi, ma uno degli eventi di maggior successo in questi ultimi anni è stato “Moon &Stars” che ha portato migliaia di persone e di turisti nel nostro cantone. Tutto ciò, però, non può funzionare senza un vero coordinamento ed una comunione d’intenti tra i vari organizzatori e promotori di eventi.
Per concludere, ritengo che se le vie di comunicazione sono funzionanti e gli eventi sono attrattivi, non si dovrà fare troppa fatica ad attirare in Ticino nuovi visitatori.

TL: Cosa intende fare per portare maggiore unità e dialogo in Ticino, sia a livello di partiti politici che a livello di regioni?

MP: A livello politico e partitico ritengo che sia più che mai importante assumere delle posizioni chiare ed esprimere delle opinioni inequivocabili all’interno di un contesto in cui il rispetto per chi la pensa diversamente deve sempre essere presente.
A livello regionale, invece, credo che le dinamiche aggregative tra i Comuni abbiano leggermente smussato le visioni campanilistiche locali portando ad una maggiore – seppur leggera – unità cantonale. In ogni caso, mi sembra normale che vi sia un certo livello di diversità che porta a delle rivendicazioni più regionali. Mi stupirei del contrario. Naturalmente, le risposte a queste rivendicazioni andranno calibrate dalle autorità politiche in base alle differenti sensibilità del Governo e del Parlamento.

TL: Locarno potrebbe diventare un comune forte grazie all’aggregazione con i comuni vicini (Losone, Muralto, Minusio, Brione sopra Minusio, Tenero e Gordola). Cosa pensa di questa aggregazione? Che passi è disposto a intraprendere per favorire il dialogo tra questi comuni?

MP: I politici ne parlano da anni e non siamo ancora arrivati a nulla di concreto. Studi, dibattiti, conferenze e centinaia di articoli sul giornale per arrivare finalmente a capire che è giunto il momento di dare la parola alla popolazione. Ed io sono convinto che ora i politici devono fare un passo indietro per lasciare spazio all’opinione incontrastabile del popolo votante che si esprimerà nei prossimi mesi in una votazione consultiva.

TL: Quale è la sua opinione in merito al progetto del “Parco di Magadino”? Prevede di sostenerlo? In che modo? In caso contrario, cosa è disposto a fare per lasciare integro il Piano di Magadino?

MP: Non tutti sanno che sul Piano di Magadino è prevista la creazione di un parco di circa 2’300 ettari atto a definire la riorganizzazione di una buona parte del territorio in questione. Perciò, è importante dire che si tratta di una scelta politica chiara che, da una parte, mira alla tutela di un certo patrimonio naturalistico e, dall’altra, a fare un po’ di ordine pianificatorio in sinergia con le aree già urbanizzate.
L’obbiettivo generale del Parco lo condivido, ma rimango un po’ perplesso quando constato che questo parco prevede una cosa, ma ne attua un’altra. Dando un’occhiata al rapporto di pianificazione, si legge che il Parco mira ad “offrire uno spazio aperto, un paesaggio di qualità – destinato allo sviluppo in sinergia di agricoltura, natura e svago – all’interno dell’area urbana tra gli agglomerati di Locarno e Bellinzona”.
E la mia perplessità è dovuta al seguente dato di fatto: sebbene si scriva esplicitamente una certa intenzione, in pratica si finisce per affrontare il solito vecchio scontro tra uomo ed ambiente dimenticandosi che non è poi così difficile trovare un sano e naturale modus vivendi. Diversi contadini non sono contenti, i gestori della pista di go-kart dovranno cessare la propria attività, chi pratica il tiro al piattello dovrà andarsene, chi pratica l’equitazione dovrà cercare altri percorsi, ecc. In altre parole, le attività di svago e l’equilibrio tra uomo e natura sembrano essere semplicemente dell’inchiostro su carta finendo per dimenticare quanto sia importante tutelare l’ambiente in maniera consensuale e con buon senso senza escludere a priori le attività umane.

TL: Quale è la sua opinione riguardo ad un allacciamento della T21 (Locarno-Aereoporto di Magadino) all’autostrada? Che passi è disposto a fare per favorire questo importante allacciamento che porterebbe ad un maggior afflusso di turisti (e non solo) e che eviterebbe interminabili colonne fonte di inquinamento atmosferico?

MP: Sono assolutamente favorevole al collegamento A2-A13 tra il Locarnese ed il Bellinzonese. Non possiamo dimenticare che Locarno è l’unica città svizzera senza un collegamento autostradale. D’altra parte, non ci vuole molto per capire che laddove ci sono dei collegamenti rapidi e funzionanti, c’è anche uno sviluppo importante delle attività economiche. In quest’ottica sono convinto che questo collegamento aiuterà il Locarnese a diversificare maggiormente le attività economiche presenti portando nuove aziende ad insediarsi. Tutto ciò naturalmente a vantaggio dell’occupazione e delle entrate fiscali dei Comuni della zona. Ricordo, inoltre, che i progetti presentati dal Cantone alla Confederazione sono il frutto di un incontro delle opinioni dei più diversi interesse. Detto in parole povere, più consensuale di così non si può. Ora, bisogna passare all’azione: lo penso in qualità di Locarnese, ma soprattutto come ticinese.

TL: Cosa pensa della creazione di un secondo tunnel autostradale del San Gottardo?

MP: Sono favorevole al completamento del Gottardo, sono contrario all’isolamento del Ticino e credo che già da un bel pezzo avremmo dovuto preparare degli studi scientifici sull’impatto economico e sulla capacità di transito delle infrastrutture stradali in questione.
Sono anche infastidito dal fatto che solo in questi ultimi mesi abbiamo appreso che la chiusura del Gottardo per almeno 900 giorni per la giusta necessità di risanamento, costringerà il Ticino all’isolamento portando con sé delle conseguenze economiche e sociali insanabili.
Quindi, per una questione di sicurezza, per garantire un collegamento certo tra Nord e Sud e per evitare delle ripercussioni epocali per il nostro Cantone, è opportuno procedere al completamento del Gottardo nel pieno rispetto della Costituzione, ovvero senza aumentare la capacità di transito.

TL: Come intende promuovere l’utilizzo di mezzi alternativi alle automobili, che abbiamo un’emissione minima se non nulla (treno, bus elettrici, bicicletta,…)?

M.P. La complementarietà dei mezzi di trasporto e la libera scelta del tipo di trasporto sono due elementi imprescindibili. Non dimentichiamo che gran parte del nostro territorio è poco adatto a mezzi di trasporto come la bicicletta o il treno; penso in particolare alle valli.
A proposito di mezzi alternativi, non bisogna correre il rischio di pensare che il veicolo elettrico sia per forza la soluzione meno dannosa alla natura. Non dimentichiamoci ad esempio che l’elettricità in qualche modo deve pur essere prodotta.
In ogni caso, ritengo importante spingere su tutti quei mezzi di trasporto che hanno fatto dell’efficienza energetica il proprio cavallo di battaglia. In questo senso, è opportuno dare degli incentivi indiretti per chi tende ad orientarsi verso soluzioni più efficiente e quindi più ecologiche. Per fare un esempio, già ora grazie agli “ecoincentivi” è possibile risparmiare costi e tasse altrimenti imposti.

TL: Cosa pensa della politica ticinese?

MP: Sicuramente non noiosa, anche se troppo spesso è litigiosa, talvolta confusionale e, altre volte, poco lungimirante. Ci vorrebbe realmente un bel rimpasto tanto in Consiglio di Stato quanto in Gran Consiglio. Purtroppo, parlando della politica con accenzione negativa, si corre il rischio particolarmente fastidioso che anche tutti quei politici seriamente impegnati e che lavorano assiduamente in favore del Paese, finiscano per rimanere nell’ombra di quei politicanti che con il proprio agire contribuiscono ad amplificare i pregiudizi negativi sulla politica.

TL: Quali motivi l’hanno spinta a candidarsi ?

MP: La candidatura di un giovane al Consiglio di Stato di solito viene percepita come un riempitivo atto a dare visibilità per entrare agevolmente in Gran consiglio. È sicuramente un modo concreto di vedere la questione visto che ambisco anche al Parlamento, ma ritengo che una tale risposta sia limitativa e superficiale. Come giovane mi sento in dovere di portare un messaggio, ovvero la capacità delle nuove generazioni di prendersi delle responsabilità. In altre parole, testimoniare di fronte ad altri giovani che è possibile prendere in mano il proprio futuro è il messaggio più importante che vorrei trasmettere.
Inoltre, devo anche dire che mi sento onorato di contribuire all’operato dei popolari democratici, nella convinzione che potrò portare molto sia in termini di competenze specifiche su parecchi temi, sia in termini di consensi da parte di tutti quei ticinesi che in questi anni hanno potuto conoscere le mie idee e soprattutto la mia attività professionale a favore di un’economia forte ed attrattiva.

 

Ticinolive.ch, tutti i diritti riservati. Riproduzione citando la fonte: http://old.ticinolive.ch/interviste/marco-passalia-e-possibile-prendere-in-mano-il-proprio-futuro-13482.html

Intervista Ticinonline

Ho 29 anni e vivo da sempre ad Ascona. Sono laureato in scienze economiche ed attualmente sono Vice Direttore della Camera di Commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) dove lavoro a stretto contatto con aziende locali ed internazionali nonché con diverse associazioni di categoria. Per quanto riguarda la politica, siedo in consiglio comunale ad Ascona e da anni sono attivo nel movimento giovanile del PPD noto a tutti come “Generazione Giovani”.

Come è nata la passione per la politica?
Non sono cresciuto a pane e politica e perciò mi sono avvicinato alla cosa pubblica spontaneamente, con la volontà di contribuire a trovare risposte a problemi concreti nell’interesse della collettività. Inoltre, grazie a vari amici e per motivi professionali mi sono ritrovato a toccare con mano diverse tematiche chiaramente soggette alle scelte politiche che sono strettamente legate alla realtà quotidiana.

Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
Ritengo che il politico sia più che mai credibile e degno di fiducia quando parla di un ambito che conosce da vicino. Per questo motivo, se dovessi essere eletto, cercherei di affrontare con serietà le problematiche a me più conosciute : l’occupazione tramite il sostegno alle piccole e medie imprese, il trasferimento di competenze specifiche creando condizioni quadro per le grandi realtà aziendali, le problematiche di reciprocità con l’Italia, l’innovazione tecnologica stimolando la ricerca e lo sviluppo, la formazione qualificata valorizzando le strutture scolastiche universitarie e professionali e tanto altro ancora in ambito economico. Inotre, più che mai mi occuperei di portare avanti l’idea di complementarietà dei mezzi di trasporto così da promuovere una mobilità fluida e sostenibile (laddove è possibile). Non da ultimo, cercherei di avere un atteggiamento combattivo verso l’eccesso di burocrazia e di leggi inutili. Infine, per quanto generale a dirsi, cercherei di mostrare sistematicamente un approccio che tenga in considerazione l’importanza del ruolo delle famiglie.

Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
Considerando le principali preoccupazioni dei ticinesi in questi ultimi anni, credo che sarà importante concentrarsi su tre problemi specifici: la disoccupazione, la sicurezza ed i rapporti con il resto della Svizzera.
Occorrerà innanzitutto trovare soluzioni concrete per la creazione di nuovi posti di lavoro: ciò tramite un percorso scolastico e professionale coordinato con il mondo del lavoro, un’analisi realistica delle possibilità di riqualifica, la valorizzazione delle professioni artigianali, la formazione altamente qualificata e, non da ultimo, la messa in atto di condizioni ottimali per l’auto-imprenditorialità e per le nuove imprese che giungono dall’estero. Non dimentichiamo che sono le aziende a creare ricchezza e posti di lavoro.

Sul fronte della sicurezza, invece, sarà fondamentale continuare a lavorare per il rafforzamento della Polizia, per un coordinamento ancor più stretto con le guardia di confine e per la valorizzazione dell’importante figura professionale dell’agente di polizia.
Per quanto concerne i rapporti con Berna e con il resto della Svizzera sarà necessario essere presenti sui principali dossier che riguardano anche il nostro cantone sia tramite il coinvolgimento diretto del Governo cantonale sia attraverso la nuova figura dell’ambasciatore ticinese a Berna. Non da ultimo andranno assolutamente curati i rapporti con tutte le associazioni e le personalità della società civile che hanno credibilità, influenza e forza oltralpe.

Quale il Ticino del futuro che sogna?
Sogno un Ticino più fiero, più propositivo e più reattivo. Sogno quindi un Ticino che sappia mostrare tutte le proprie qualità e peculiarità in Svizzera ed all’estero mettendo in evidenza il fatto che sono in molti ad invidiare il nostro stupendo cantone. Mi aspetto allo stesso tempo un Ticino lungimirante che sappia proporre dei progetti interdipartimentali ed al di là degli steccati partitici che siano in grado di profilare il nostro cantone in maniera più chiara. Per esempio, sarà importante mettere l’accento sul tipo di attività economiche e formative che vogliamo promuovere. Infine, sogno anche un Ticino che sappia anticipare le risposte ai problemi (penso, ad esempio, alla disoccupazione o ai disagi sociali) e che sappia guardare verso il futuro con la lungimiranza di chi è in grado di capire quali saranno le priorità delle future generazioni che vivranno nel nostro cantone.

Perché dovremmo votarla?
Perchè no ? È vero, sono giovane, ma è anche vero che ho delle competenze specifiche che metto volentieri a disposizione dei ticinesi. Ciononostante, credo che le competenze non servano a molto se non c’è anche un pizzico di sana passione che spinge a cercare e spesso anche ad ottenere dei risultati positivi in favore dei ticinesi. Quindi, se chi legge è convinto che in governo abbiamo bisogno di una giusta dose di competenze, passione e propensione a trovare le soluzioni concrete, non deve far altro che votarmi alle prossime elezioni cantonali.

Link: http://www.tio.ch/News/Elezioni2011/621389/Marco-Passalia/