Investire per le future generazioni

Di coronavirus parlano tutti quotidianamente. Quasi fosse un mantra di autosostegno psicologico
che tutti noi ripetiamo non appena incontriamo qualcuno, quasi a ricordarci che siamo tutti sulla
stessa barca. Non ho competenze sanitarie e quindi mi esprimo da economista: ritengo sia
importante che in questa crisi storica quasi inverosimile, tutti diano il proprio contributo e
partecipino a rilanciare l’economia e l’occupazione con un intervento anticiclico. Se le autorità
politiche a livello federale, cantonale e comunale sono intervenute e stanno ancora attuando
nuove proposte di rilancio, è importante che tutti i cittadini e le aziende – con spirito civico e senso
di responsabilità – si impegnino a investire nel limite delle loro possibilità finanziarie in nuovi
progetti in grado di creare un indotto per le generazioni future

Pubblicato su Popolo e Libertà, maggio 2020

Mancano le buone idee

Guardando al tessuto economico ticinese vedo uno scenario debilitato che non sa come sfruttare
appieno le grandi opportunità offerte dal nostro sistema-paese. Il rischio è quello di mettersi sulla
difensiva e chiudersi come un riccio. Talvolta, ho la netta sensazione che siamo a corto di buone
idee e di progetti innovativi che creino dinamismo nel nostro Cantone. Finiti gli anni delle vacche
grasse del settore finanziario, lo stordimento è ancora presente e dobbiamo capire quale indirizzo
prendere. Che fare dunque? La formazione professionale e quella terziaria sono certamente due
pilastri su cui costruire, senza tabù e senza paure, il futuro del nostro Cantone. Le parole chiave
devono essere: orientamento professionale, innovazione e digitalizzazione.

Pubblicato su Popolo e Libertà, marzo 2020

“Tonnage tax” in Ticino

La tassa sul tonnellaggio è una forma d’imposizione speciale – già conosciuta in Europa e nel
mondo – per le società marittime. Con lungimiranza e attenzione alle diverse opportunità
economiche, ho recentemente proposto la “tonnage tax” che potrà portare posti di lavoro
qualificati, nuovo gettito fiscale e maggior indotto nel settore dei servizi grazie all’arrivo di nuove
aziende attive nel trasporto marittimo. Infatti, questo settore economico è caratterizzato da una
forte concorrenza internazionale visto che il luogo di tassazione delle società marittime viene
stabilito, a livello internazionale, laddove ha sede la direzione effettiva e strategica. Si tratta di una
proposta all’avanguardia e propositiva che potrà contribuire allo sviluppo economico del nostro Cantone.

Pubblicato da Popolo e Libertà, febbraio 2020

Il mio Sì alla nuova Legge federale sui giochi in denaro

Siamo ormai entrati nel pieno della pubblica discussione sui temi in votazione il prossimo 10 giugno. Voglio quindi contribuire elencando i quattro motivi per cui, a mio avviso, è necessario sostenere la nuova Legge federale sui giochi in denaro. Primo. La nuova legge permette finalmente di bloccare i siti di offerte di gioco online illegali. E’ quello che già succede in 17 paesi europei come Francia, Italia, Spagna, Danimarca, Belgio, Bulgaria, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, e Cipro. E nessuno in questi paesi ha mai gridato allo scandalo. In effetti si tratta di bloccare attività illegali che non possono essere assolutamente paragonate al commercio generico su Internet.

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Unum quodque verbum statera auraria pendere

Anche se il latino non va più di moda, mi pare più che opportuna ed attuale questa espressione che letteralmente ci indica che occorre soppesare ogni parola con il bilancino dell’orafo. Se questa espressione ha validità quando si parla di politica, a maggior ragione ce l’ha quando la politica parla di fiscalità: ovvio il riferimento al recente esito favorevole e di misura della riforma fiscale-sociale. Se la componente sociale ha contribuito a sostenere lo sgravio fiscale, le prossime modifiche in materia tributaria dovranno forzatamente riguardare il ceto medio, l’unica categoria di contribuenti che negli ultimi anni è stata sistematicamente tartassata. La politica faccia dunque attenzione a quello che promette e che intende fare.

Marco Passalia, Vice Presidente PPD Ticino
pubblicato su Popolo e libertà, maggio 2018

Sì ad una riforma equilibrata

La guerra delle aliquote fiscali è cominciata, ma non tutti l’hanno capito. Peccato perché a perderci sarà sia chi vuole posti di lavoro qualificati sia chi chiede più socialità. Volenti o nolenti questo è il federalismo fiscale voluto e confermato recentemente dal Popolo svizzero.

In questo contesto il caso Pioneer DuPont è emblematico su quanto potrebbero decidere anche altre multinazionali ticinesi di peso, ovvero spostare la sede decisionale e operativa della propria azienda in un Cantone più attrattivo dal punto di vista fiscale. Certo non basandosi sui privilegi fiscali ancora in vigore ed equiparabili a livello svizzero, ma facendo riferimento alle dichiarazioni pubbliche dei vari Cantoni sulla futura possibile aliquota d’imposta. Basti pensare al Consiglio di Stato ginevrino che nel corso del 2017 ha dichiarato di ambire ad un’aliquota d’imposta per le persone giuridiche attorno al 13%, confermata proprio lo scorso 23 gennaio 2018 dalla Commissione tributaria ginevrina pronunciatasi a favore di un’aliquota del 13,49%.

Se come cittadino spostandomi da Biasca a Bioggio risparmio circa il 15% di imposte, è così strano se un’azienda dovesse optare per un Cantone fiscalmente più attrattivo come Lucerna o Zugo? Non mi riferisco esclusivamente ad imprese insediatesi un paio di anni fa, ma anche a realtà multinazionali ben radicate da decenni sul territorio cantonale che per continuare ad essere competitivi sul mercato sono costretti ad ottimizzare la propria posizione fiscale. Attenzione dunque ai prossimi passi allorquando saranno noti i dettagli del Progetto fiscale 17.

Spostandomi verso l’anticamera del Progetto fiscale 17, ovvero la riforma fiscale-sociale ticinese, mi piace ricordare che questa riforma ticinese è stata voluta dalla maggioranza del Gran Consiglio. Accanto alle modifiche tributarie viene introdotta in Ticino una socialità nuova ed intelligente (per iniziare all’incirca 20 milioni di franchi per i cittadini ed in particolare le famiglie) finanziata grazie ad un patto tra mondo economico e cittadini.

Una riforma equilibrata che mira a riportare il Ticino nella media nazionale nell’imposizione della sostanza (oggi al 22° rango) e del capitale (oggi al 18° rango). Se è vero che il Ticino risulta essere uno dei Cantoni più onerosi nell’imposizione della sostanza e del capitale, è altrettanto vero che il gettito fiscale è concentrato in pochi contribuenti di peso: l’1% delle persone fisiche genera il 57,5% (oltre 56 milioni di franchi) del gettito cantonale dell’imposta sulla sostanza, mentre l’1% delle persone giuridiche genera il 62,5% (circa 5,8 milioni di franchi) del gettito cantonale dell’imposta sul capitale. Va inoltre ricordato che nel periodo 2011-15 l’erario cantonale ha perso contribuenti abbienti portando ad una perdita di gettito fiscale per circa 5,8 milioni di franchi. Dati e tendenze preoccupanti che giustificano una modifica tributaria anche alla luce della riforma federale in fieri.

Il pregio di questa riforma è anche la volontà di sostenere concretamente le aziende innovative (start-up), in particolare, incentivando chi vuole investire in esse. L’obiettivo a medio e lungo termine è semplicemente: creare nuovi posti di lavoro e nuove competenze qualificate.

Se sul fronte fiscale il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) ha voluto normalizzare l’imposizione dei contribuenti più abbienti e sostenere le start-up, sul fronte della socialità, il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha riportato le famiglie al centro dell’attenzione politica.

A proposito di conciliabilità famiglia-lavoro non solo verranno sostenute finanziariamente le strutture di appoggio per le famiglie e il loro personale, ma incrementeranno anche i posti a disposizione per i bambini e diminuiranno i costi delle rette negli asili nido. Inoltre, verrà introdotto un assegno parentale come una sorta di perdita di guadagno per il primo anno di vita del figlio. Infine è importante ricordare che sono previsti pure sostegni finanziari per i familiari curanti.

Insomma una nuova socialità legata a doppio filo con l’economia. Una soluzione di compromesso che non grava sulle risorse dello Stato e che lega direttamente l’entrata in vigore delle misure sociali alla riforma fiscale.

Marco Passalia

Vice Presidente PPD Ticino