Mozione: Definiamo le ubicazioni per la posa di campi fotovoltaici verticali e bifacciali

Nella quotidianità le nostre attività ci spingono a un consumo energetico che ci permette di avere praticamente sempre a disposizione tutto ciò di cui necessitiamo: il telefono, il tablet, la televisione, la radio, i mezzi di trasporto, gli edifici riscaldati, l’acqua calda, e poi ancora le scuole, i negozi, i centri commerciali, i bar e i ristoranti, e così via senza dimenticare gli uffici e le attività industriali. Questa necessità, tocca i singoli cittadini, ma anche tutte le attività economiche presenti sul territorio cantonale.

In Ticino l’approvvigionamento energetico è assicurato dalle fonti rinnovabili indigene, ossia l’energia idroelettrica, l’energia fotovoltaica, il calore ambientale, il solare termico e la legna. Per il resto facciamo capo a importazioni di gas naturale via tubo e di carburanti e combustibili fossili, trasportati via strada o ferrovia.

Se ci concentriamo sull’energia elettrica, la disponibilità non deve essere data per scontata in quanto, soprattutto d’inverno, quando le temperature si abbassano, nevica e ghiaccia, la domanda aumenta e la generazione di energia elettrica nel nostro Paese non è in grado di coprire questo maggior fabbisogno. Di conseguenza, durante l’inverno la Svizzera dipende dalle importazioni dall’estero.

A partire dal 2025, “tutti i gestori delle reti di trasporto europei dovranno mantenere almeno il 70% delle capacità di rete transfrontaliere libere per il commercio di elettricità all’interno dell’UE1, di conseguenza alla Svizzera non sarà garantito l’accesso automatico all’elettricità prodotta nel resto dell’Europa.

La mozione in questione vuole porre l’accento sulla possibilità di produrre elettricità in Ticino anche in inverno, rifacendosi alle tecnologie consistenti in moduli fotovoltaici bifacciali e sfruttando le zone molto soleggiate del nostro territorio. Le campanelle d’allarme suonate da più enti e in particolar modo dal Consiglio federale, dimostrano chiaramente che non si può più aspettare e che la politica deve spingere per creare le condizioni quadro affinché si possa investire maggiormente e celermente nella produzione di energia elettrica rinnovabile.

L’esempio di Gondo

È notizia di questi giorni che nel villaggio vallesano di Gondo è stato progettato dal gruppo energetico Alpiq il più grande impianto fotovoltaico della Svizzera, per un investimento previsto di circa 42 milioni di franchi. “Grazie alla posizione ottimale a più di 2000 metri sul livello del mare e alla radiazione solare particolarmente favorevole, Gondosolar produrrà circa 23,3 milioni di chilowattora all’anno – più della metà nel semestre invernale (…). Gondosolar sostiene gli obiettivi energetici e climatici a lungo termine della Svizzera e del Canton Vallese – e, con la sua alta percentuale di elettricità invernale, rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento interno con elettricità da energie rinnovabili.”2

Il progetto, denominato Gondosolar, soddisfa i requisiti legati alle condizioni favorevoli e all’impatto minimo sull’ambiente, la natura ed il paesaggio.
“Nel progetto Gondosolar, 4500 elementi solari sono installati sul pendio, distribuiti in modo ottimale su 200 file. Sono montati verticalmente e ciascuno consiste di otto moduli FV bifacciali, cioè moduli FV montati su due lati. La distanza dal suolo è di almeno 1,5 metri, quella tra due file di almeno 3,5 metri. Questo assicura che la fauna e la flora trovino condizioni favorevoli in termini di biodiversità, che l’uso agricolo sia possibile in futuro (pecore, capre) e che i moduli fotovoltaici non siano danneggiati da uno spessore di neve molto alto.
La produttività degli impianti fotovoltaici d’alta montagna è fino a
due volte superiore a quella degli impianti in pianura. Ci sono diverse
ragioni per questo: la radiazione solare è significativamente più forte ad altitudini più elevate che nelle zone centrali, la copertura nuvolosa
è relativamente bassa, la riflessione della luce solare da parte della neve aumenta la produzione, e anche le condizioni operative dovute
alle basse temperature sono vantaggiose. Questi fattori significano anche che la quota invernale degli impianti fotovoltaici d’alta
montagna nella produzione annuale totale è significativamente più alta: invece di circa il 25 per cento, è in media intorno al 50 per cento e nel caso di Gondosolar addirittura intorno al 55 per cento. In vista dei mesi invernali sempre più critici per l’approvvigionamento, questo è di particolare importanza.”
3

Se il progetto verrà approvato e avrà seguito, l’energia prodotta potrà soddisfare il fabbisogno di ben 5200 famiglie.4

I pannelli bifacciali

È piuttosto recente e innovativo il concetto di pannelli bifacciali, ovvero moduli solari speciali che possono utilizzare la radiazioni solare da entrambi i lati in quanto sono rivolti sia ad est che ad ovest, generando elettricità sia al mattino che alla sera.

Questi sistemi, se posati in luoghi idonei, non deturpano eccessivamente il paesaggio e sono particolarmente rispettosi della natura e dell’agricoltura, visto che le aree tra le file di moduli possono essere utilizzate per scopi agricoli come in precedenza (pascoli, strisce fiorite per gli insetti, ecc.).

Si vedano le foto tratte dal sito www.next2sun.de con esempi di pannelli bifacciali in Francia e in Germania.

Fatti e cifre su Gondosolar4

  • 100.000 metri quadrati di superficie totale
  • 4500 elementi solari
  • 42 milioni di costi delprogetto
  • 23,3 milioni di kWh diproduzione annuale
  • Messa in servizio: 2030
  • Durata: 60 anni

Richiesta

Tenendo presente l’attuale periodo storico che ci vede confrontati con una verosimile crisi energetica nei prossimi anni, sulla base delle tecnologie attualmente a disposizione legate ai pannelli fotovoltaici verticali bifacciali e seguendo l’esempio di Gondosolar, facendo uso delle facoltà previste dall’art. 105 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, il Gruppo PPD+GG chiede quindi di:Identificare delle possibili ubicazioni in Ticino (caratterizzate da forte soleggiamento) dove poter installare questi pannelli verticali in modo da non deturpante il paesaggio, l’agricoltura e la natura.

Una volta individuate le possibili ubicazioni, analizzare e approfondire la possibilità di installare moduli fotovoltaici solari verticali e bifacciali nel territorio ticinese idoneo facendo capo alle competenze offerte dai nostri istituti universitari.

Definire le procedure per prevedere un investimento da parte di enti parapubblici (AET, BancaStato, ecc.), da parte di investitori privati o da parte di una collaborazione pubblico-privato.

Presentata da Marco Passalia e Fiorenzo Dadò il 4 marzo 2022

Per le immagini si rimanda alla mozione originale presentata

1 Fonte: https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-85447.html 

2 Tradotto da https://www.gondosolar.ch/

3 Tradotto da: https://www.gondosolar.ch/das-projekt
4 Tradotto da: https://www.srf.ch/news/schweiz/sonnenstrom-aus-den-bergen-ob-gondo-soll-das-groesste- solarkraftwerk-der-schweiz-entstehen

Mozione: Mappatura delle aziende e delle competenze professionali in Canton Ticino

Durante la recente pandemia ci siamo tutti resi conto – se ancora non fosse chiaro – di quanto il nostro sistema sanitario non dipenda solo dalle forze lavorative indigene, ma anche dai lavoratori frontalieri. Infatti, durante la prima ondata della Covid-19, in Ticino si temeva che le frontiere potessero essere chiuse da un momento all’altro o che l’Italia precettasse gli infermieri frontalieri per occuparsi dei ricoverati della vicina Penisola. Situazione tesa che ha portato a molti interrogativi sulla carenza e fragilità delle competenze professionali presenti sul territorio cantonale.

Questo esempio riguarda il settore socio-sanitario, ma è risaputo che sono svariati gli ambiti lavorativi dove la manodopera frontaliera è molto presente. I dati riportati dal documento Panorama statistico del mercato del lavoro ticinese (10.1.2022) evidenziano come nel 2020 il 30% dei lavoratori impiegati in Ticino fosse frontaliere e come nel terzo semestre del 2021 i settori con il maggior numero di dipendenti frontalieri fossero, nell’ordine, i seguenti: attività manifatturiere; commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli; attività professionali, scientifiche e tecniche; costruzioni; attività amministrative e di servizio di supporto; sanità e assistenza sociale; servizi legati all’alloggio e alla ristorazione.

Fatta questa breve premessa, il gruppo PPD + GG ritiene necessario fotografare il tessuto economico ticinese ed evidenziare le competenze presenti sul territorio cantonale attraverso una mappatura dinamica delle aziende e delle competenze. Questo consentirebbe ad esempio di:page1image62199808

  • conoscere quali sono le reali opportunità lavorative con attenzione ai settori assoggettati a contratti collettivi di lavoro;
  • mettere in evidenza le professioni dove la domanda è elevata e quali sono le professioni del futuro;
  • individuare i settori con un maggior potenziale economico;
  • indirizzare chi si trova di fronte ad una scelta formativa e lavorativa verso le opportunità del momento e dotare gli orientatori professionali di uno strumento informativo utileper la loro importante attività;
  • supportare le scuole dell’obbligo e gli istituti universitari nelle scelte didattiche;
  • e altro ancora.

Oltre a supportare i vari processi decisionali che riguardano il mercato del lavoro, questa mappatura permetterà all’ente pubblico di avere informazioni utili per formulare politiche economiche mirate ed efficaci con attenzione ai seguenti ambiti:

  • misure attive nel mercato del lavoro;
  •  supporto all’innovazione e all’internazionalizzazione;
  • messa in atto di una strategia tributaria mirata;
  • accompagnamento delle aziende nella digitalizzazione e nell’economia 4.0;
  • sostegno alle “leve competitive” a disposizione delle aziende;
  • e altro ancora.

Facendo uso delle facoltà previste dall’art. 105 della legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato il gruppo PPD+GG chiede di elaborare un concetto di mappatura dinamica delle aziende e delle competenze professionali presenti sottoponendo al Gran consiglio un progetto generale con i relativi costi da demandare ai nostri istituti universitari.

Marco Passalia
a nome del gruppo PPD+GG

Presentata il 28 febbraio 2022

Il Cantone Ticino funga da precursore e promuova attivamente le tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 dall’aria e dai gas di scarico

Data11 ottobre 2021
Presentata daMarco Passalia a nome del gruppo PPD+GG  

La Svizzera fa parte di un numero sempre in aumento di Paesi che si impegnano, in vari modi, ad attuare con coerenza l’Accordo di Parigi. Tra gli obiettivi principali figura la riduzione massiccia delle emissioni di CO2 (che idealmente nel 2030 dovrebbe ridursi del 50% rispetto al 1990) così da limitare l’effetto serra.

Molteplici studi sul clima pubblicati di recente (IPCC Special Report, EASAC, NAS) affermano chiaramente che per raggiungere gli obiettivi climatici, non solo dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre le emissioni, ma dobbiamo anche rimuovere attivamente l’anidride carbonica dall’atmosfera. Le principali ricerche indicano che entro la metà del secolo circa 10 miliardi di tonnellate di anidride carbonica dovranno essere rimosse dall’atmosfera ogni anno. Un importante mezzo per perseguire gli obiettivi climatici sono le tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 sulle quali vogliamo porre l’accento in questa mozione.

Esistono, anche in Svizzera, impianti a cattura diretta dell’aria tramite collettori modulari di CO2 che funzionano come indicato qui di seguito. In un primo momento l’aria viene aspirata nel collettore con un ventilatore e l’anidride carbonica viene catturata sulla superficie di un materiale filtrante altamente selettivo; successivamente, una volta che il collettore è colmo, si procede a chiuderlo. Aumentando la tempertura viene così liberata CO2 ad una purezza superiore al 99% che, una volta raffreddata, potrà essere raccolta e stoccata.

L’anidride carbonica catturata nell’aria può essere usata come materia prima, riciclata (ad esempio come fertilizzante, come avviene nelle campagne del Canton Zurigo per opera di un’innovativa azienda del settore) o completamente rimossa dall’aria immagazzinandola in modo sicuro.

Facendo uso delle facoltà previste dall’art. 105 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato il Gruppo PPD+GG chiede quindi di:

  1. chinarsi sulla tematica delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2 a livello ticinese.
  2. valutare, anche in collaborazione con i nostri istituti universitari, qual è la migliore ubicazione possibile per installare questo tipo di tecnologie.
  3. procedere in tempi brevi all’attribuzione del progetto ad un’azienda parastatale (AET, ACR, BancaStato o una nuova società detenuta al 100% dal Cantone), alla progettazione, alla modalità di finanziamento (con sovvenzioni nazionali per progetti pilota nella sostenibilità ambientale), all’avvio della procedura di commessa pubblica e alla costruzione di un impianto di cattura e di stoccaggio di CO2.

Marco Passalia, a nome del gruppo PPD+GG

Mozione presentata l’11.10.2021

A rischio l’offerta formativa per i nostri scolari

Il Tribunale federale, in una sua sentenza del 7 dicembre 2017, ha stabilito che gli istituti scolastici non possono più chiedere ai genitori degli alunni di partecipare ai costi sia per le uscite scolastiche obbligatorie sia per i corsi linguistici obbligatori. Quindi, la partecipazione richiesta alle famiglie non potrà superare i 16 franchi al giorno per le Scuole cantonali, e 13 per quelle Comunali. Sempre in queste ultime, per i pasti si chiederanno al massimo 730 franchi all’anno (5 franchi a pasto).

Il Governo e quindi il DECS hanno reagito tempestivamente accettando di introdurre i necessari correttivi normativi e stanziando circa 1 milione di franchi a favore delle famiglie (Scuola media e Scuola speciale).

Nonostante queste misure a sostegno delle famiglie, sono numerosi i Docenti e i Direttori di Scuola (Media e Speciali) che hanno espresso una grande preoccupazione per l’impossibilità di organizzare attività scolastiche non obbligatorie come gite didattiche, visite culturali o uscite sportive (Scuola media e Scuola speciale).

Il bilancio è assai preoccupante!

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Posti di lavoro nuovi e innovativi portando in Ticino il Centro di competenza federale di sicurezza cibernetica

Con la finalità concreta di portare in Ticino nuove competenze federali, nuove conoscenze tecniche e nuovi posti di lavoro, nuove sinergie con enti pubblici e privati presenti sul territorio cantonale, con la mozione, il gruppo PPD+Generazione giovani chiede che il cantone Ticino si adoperi per portare nel nostro cantone delle competenze federali (organo/autorità federale) nell’ambito della sicurezza cibernetica collegato alle facoltà di scienze informatiche/ingegneria informatica di USI e SUPSI. Il Consiglio federale ha recentemente pubblicato la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i rischi cibernetici (SNPC) e tra le varie misure da mettere in atto è in procinto di decidere sulla futura creazione del centro di competenza di sicurezza cibernetica. Il Ticino – se lo vorrà – potrà cogliere questa opportunità di incrementare le proprie competenze tecniche in un ambito strategico a livello nazionale. La tecnologia fa parte della nostra vita quotidiana e siamo costantemente circondati da oggetti interconnessi ed interattivi. Nonostante ciò non siamo pronti ad affrontare i rischi del mondo cibernetico. Infatti, se fino a poco tempo fa si reputava che un attacco informatico potesse arrecare solo danni informatici, l’attualità ci conferma che un attacco cibernetico può avere anche conseguenze cinetiche, ovvero danni materiali a persone e cose.

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Introdurre i big data al servizio della mobilità cantonale

Il problema quotidiano della mobilità in Ticino sui principali assi di transito è ormai cosa nota e si sprecano gli appelli ad un maggior utilizzo dei mezzi pubblici per far fronte al traffico e all’inquinamento atmosferico che attanagliamo il nostro Cantone. Sulla scia di un Ticino pionieristico che vuole essere innovativo e proporre soluzioni concrete atte a migliorare Continua a leggere