Il Cantone Ticino funga da precursore e promuova attivamente le tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 dall’aria e dai gas di scarico

Data11 ottobre 2021 
Presentata daMarco Passalia a nome del gruppo PPD+GG  

La Svizzera fa parte di un numero sempre in aumento di Paesi che si impegnano, in vari modi, ad attuare con coerenza l’Accordo di Parigi. Tra gli obiettivi principali figura la riduzione massiccia delle emissioni di CO2 (che idealmente nel 2030 dovrebbe ridursi del 50% rispetto al 1990) così da limitare l’effetto serra.

Molteplici studi sul clima pubblicati di recente (IPCC Special Report, EASAC, NAS) affermano chiaramente che per raggiungere gli obiettivi climatici, non solo dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre le emissioni, ma dobbiamo anche rimuovere attivamente l’anidride carbonica dall’atmosfera. Le principali ricerche indicano che entro la metà del secolo circa 10 miliardi di tonnellate di anidride carbonica dovranno essere rimosse dall’atmosfera ogni anno. Un importante mezzo per perseguire gli obiettivi climatici sono le tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 sulle quali vogliamo porre l’accento in questa mozione.

Esistono, anche in Svizzera, impianti a cattura diretta dell’aria tramite collettori modulari di CO2 che funzionano come indicato qui di seguito. In un primo momento l’aria viene aspirata nel collettore con un ventilatore e l’anidride carbonica viene catturata sulla superficie di un materiale filtrante altamente selettivo; successivamente, una volta che il collettore è colmo, si procede a chiuderlo. Aumentando la tempertura viene così liberata CO2 ad una purezza superiore al 99% che, una volta raffreddata, potrà essere raccolta e stoccata.

L’anidride carbonica catturata nell’aria può essere usata come materia prima, riciclata (ad esempio come fertilizzante, come avviene nelle campagne del Canton Zurigo per opera di un’innovativa azienda del settore) o completamente rimossa dall’aria immagazzinandola in modo sicuro.

Facendo uso delle facoltà previste dall’art. 105 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato il Gruppo PPD+GG chiede quindi di:

  1. chinarsi sulla tematica delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO2 a livello ticinese.
  2. valutare, anche in collaborazione con i nostri istituti universitari, qual è la migliore ubicazione possibile per installare questo tipo di tecnologie.
  3. procedere in tempi brevi all’attribuzione del progetto ad un’azienda parastatale (AET, ACR, BancaStato o una nuova società detenuta al 100% dal Cantone), alla progettazione, alla modalità di finanziamento (con sovvenzioni nazionali per progetti pilota nella sostenibilità ambientale), all’avvio della procedura di commessa pubblica e alla costruzione di un impianto di cattura e di stoccaggio di CO2.

Marco Passalia

a nome del gruppo PPD+GG

Mozione presentata l’11.10.2021

A rischio l’offerta formativa per i nostri scolari

Il Tribunale federale, in una sua sentenza del 7 dicembre 2017, ha stabilito che gli istituti scolastici non possono più chiedere ai genitori degli alunni di partecipare ai costi sia per le uscite scolastiche obbligatorie sia per i corsi linguistici obbligatori. Quindi, la partecipazione richiesta alle famiglie non potrà superare i 16 franchi al giorno per le Scuole cantonali, e 13 per quelle Comunali. Sempre in queste ultime, per i pasti si chiederanno al massimo 730 franchi all’anno (5 franchi a pasto).

Il Governo e quindi il DECS hanno reagito tempestivamente accettando di introdurre i necessari correttivi normativi e stanziando circa 1 milione di franchi a favore delle famiglie (Scuola media e Scuola speciale).

Nonostante queste misure a sostegno delle famiglie, sono numerosi i Docenti e i Direttori di Scuola (Media e Speciali) che hanno espresso una grande preoccupazione per l’impossibilità di organizzare attività scolastiche non obbligatorie come gite didattiche, visite culturali o uscite sportive (Scuola media e Scuola speciale).

Il bilancio è assai preoccupante!

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Posti di lavoro nuovi e innovativi portando in Ticino il Centro di competenza federale di sicurezza cibernetica

Con la finalità concreta di portare in Ticino nuove competenze federali, nuove conoscenze tecniche e nuovi posti di lavoro, nuove sinergie con enti pubblici e privati presenti sul territorio cantonale, con la mozione, il gruppo PPD+Generazione giovani chiede che il cantone Ticino si adoperi per portare nel nostro cantone delle competenze federali (organo/autorità federale) nell’ambito della sicurezza cibernetica collegato alle facoltà di scienze informatiche/ingegneria informatica di USI e SUPSI. Il Consiglio federale ha recentemente pubblicato la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i rischi cibernetici (SNPC) e tra le varie misure da mettere in atto è in procinto di decidere sulla futura creazione del centro di competenza di sicurezza cibernetica. Il Ticino – se lo vorrà – potrà cogliere questa opportunità di incrementare le proprie competenze tecniche in un ambito strategico a livello nazionale. La tecnologia fa parte della nostra vita quotidiana e siamo costantemente circondati da oggetti interconnessi ed interattivi. Nonostante ciò non siamo pronti ad affrontare i rischi del mondo cibernetico. Infatti, se fino a poco tempo fa si reputava che un attacco informatico potesse arrecare solo danni informatici, l’attualità ci conferma che un attacco cibernetico può avere anche conseguenze cinetiche, ovvero danni materiali a persone e cose.

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Introdurre i big data al servizio della mobilità cantonale

Il problema quotidiano della mobilità in Ticino sui principali assi di transito è ormai cosa nota e si sprecano gli appelli ad un maggior utilizzo dei mezzi pubblici per far fronte al traffico e all’inquinamento atmosferico che attanagliamo il nostro Cantone. Sulla scia di un Ticino pionieristico che vuole essere innovativo e proporre soluzioni concrete atte a migliorare Continua a leggere

Reintrodurre un Servizio di controllo interno nell’Amministrazione cantonale?

È purtroppo di recente attualità la corruzione di funzionari dell’Ufficio della migrazione. Un caso eclatante legato, in questa occasione, a un solo Dipartimento che però, potenzialmente, potrebbe toccare anche tutti gli altri Dipartimenti dell’Amministrazione cantonale che trattano informazioni e documenti altrettanto sensibili. Continua a leggere

Creazione di posti di lavoro delocalizzando determinati servizi dell’amministrazione pubblica

I segni del passato del nostro Cantone ci mostrano che il Ticino fu abitato omogeneamente su tutto il territorio. L’economia di sussistenza, le attività agricole e la pastorizia così come la morfologia del territorio imponevano questo tipo di sviluppo. Nella storia più recente l’industrializzazione portò ad una concentrazione della popolazione nei centri urbani e al conseguente spopolamento delle zone più periferiche. Si vennero a creare degli agglomerati in cui furono centralizzate le attività lavorative. Le valli che un tempo erano fonte di sostentamento delle diverse famiglie residenti, oggigiorno sono considerate zone di montagna, buone quasi solo per scampagnate diurne.

Si sono così create le “zone a basso potenziale” o zone periferiche, quelle che opposte ai centri urbani, vengono definite in modo funzionale come luogo a bassa competitività economica.

La scelta di vivere in montagna o in valle non dovrebbe essere considerato come un atto di esclusione o di isolamento, anzi. Chiunque è pronto ad affermare che la qualità di vita è migliore quando l’uomo è più vicino alla natura e agli spazi aperti. La promozione di un luogo bucolico, sano e sicuro non è però sufficiente ad attrarre nuovi insediamenti se allo stesso momento non vengono soddisfatte altre necessità fondamentali: il posto di lavoro, l’accesso all’abitazione primaria, un carico fiscale non eccessivo, una mobilità affidabile con il resto del Cantone, ecc.

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