Il Ticino è pronto ad anticipare il futuro?

In autunno il Canton Zugo fornirà un’identità digitale ai suoi cittadini, un cosiddetto passaporto digitale basato sul sistema della blockchain. Una prima al mondo che anticipa i tempi e che si baserà su un’applicazione criptata utilizzando la tecnologia “dei blocchi” per proteggere informazioni personali. I cittadini registreranno la loro identità tramite un’applicazione, che sarà poi verificata dall’amministrazione comunale.
La blockchain, estrapolata dal suo contesto prettamente economico-finanziario di piattaforma criptata per la gestione dei bitcoin, può essere utilizzata in tutti gli ambiti in cui è necessaria una relazione tra più persone o gruppi. Può garantire il corretto scambio di titoli e azioni, può sostituire un atto notarile e può garantire anche l’esito corretto delle votazioni, ridisegnando il concetto di seggio elettorale, proprio perché ogni transazione viene sorvegliata da una rete di nodi che ne garantiscono la correttezza e ne possono mantenere l’anonimato.
Nel mondo intero, ma anche in Svizzera, molte sono ormai le operazioni e gli attori che vedono nella blockchain il futuro per le loro attività. Zugo sta anticipando i tempi utilizzando in più ambiti il sistema della blockchain, come ad esempio l’e-referendum non vincolante che sarà lanciato probabilmente nella primavera del 2018. Il software è diventato una potenziale tecnologia per rivoluzionare il sistema di voto svizzero, che ancora oggi si basa sulle schede elettorali e sui risultati conteggiati a mano.
A Zugo le competenze nell’ambito della blockchain non mancano e si sono sviluppate grazie alla presenza dell’azienda Ethereum e della collaborazione con l’Istituto dei servizi finanziari a Zugo (IFZ) nonché delle due società Consensys-Uport e Ti & m. Anche il Ticino può affermarsi in questo campo anticipando i tempi e promuovendo attivamente cambiamenti in tal senso. Infatti anche nel nostro cantone ci sono realtà aziendali e competenze accademiche che potranno contribuire a sviluppare numerose opportunità legate alla tecnologia blochchain.

Facendo uso delle facoltà di cui all’art. 142 LGC/CdS formulo al Consiglio di Stato la seguente
interrogazione:
• Il Consiglio di Stato è a conoscenza del progetto di passaporto digitale proposto a Zugo?
• Il Consiglio di Stato ritiene opportuno proporre un progetto per l’introduzione del medesimo servizio anche in Ticino facendo capo a competenze presenti negli Istituti universitari ticinesi ma anche a realtà private all’avanguardia?
• Come giudica la possibilità di introdurre l’e-referendum?

 

Marco Passalia
a nome del Gruppo PPD+GG