Introdurre i big data al servizio della mobilità cantonale

Il problema quotidiano della mobilità in Ticino sui principali assi di transito è ormai cosa nota e si sprecano gli appelli ad un maggior utilizzo dei mezzi pubblici per far fronte al traffico e all’inquinamento atmosferico che attanagliamo il nostro Cantone. Sulla scia di un Ticino pionieristico che vuole essere innovativo e proporre soluzioni concrete atte a migliorare la vivibilità delle nostre strade e della nostra aria, con questa mozione proponiamo di utilizzare i big data alfine di ottimizzare la mobilità cantonale.

Siamo tutti interconnessi
La digitalizzazione è un fenomeno che sta modificando le nostre abitudini personali e professionali. Stiamo vivendo una rivoluzione che cambierà molte delle nostre attività, alcune rendendole più semplici e immediate e altre modificandole radicalmente. Oggi siamo tutti interconnessi tramite i nostri smartphone e tablet dai quali non ci separiamo mai. Anche molti degli oggetti che ci circondano sono sempre collegati a internet e nel prossimo futuro lo saranno sempre più. Tutto ciò può essere utilizzato concretamente anche nell’ambito della mobilità e dello sviluppo territoriale. Perché non utilizzare le nuove tecnologie per migliorare e progettare le nostre strade, i nostri  collegamenti e lo sviluppo delle Città? Il problema attuale è che vi sono dati insufficienti per l’identificazione dei progetti con il miglior rapporto costi/benefici e non si ha una visione a lungo termine.

I big data al servizio della mobilità
La soluzione risiede nell’analisi dei big data in forma strettamente anonima alfine di capire, nel caso delle strade, i flussi di traffico monitorando costantemente tutti gli utenti tramite i loro smartphone. Alcune città svizzere iniziano a utilizzare i dati della telefonia mobile in formato anonimo per poter valutare meglio i progetti infrastrutturali. È il caso ad esempio di Montreux – una città che durante l’arco dell’anno accoglie 4 eventi principali – che ha analizzato i movimenti dei visitatori creando in seguito un autosilo di 400 parcheggi ad hoc. Un progetto che prima di essere sviluppato, è stato studiato in funzione di un bisogno concreto valutando la capacità necessaria, tramite il numero di utenti che giungevano a Montreux con i mezzi pubblici o con la propria automobile. L’analisi dei flussi di traffico è anche stata utilizzata a Friborgo o nel Canton Ginevra per esaminare i nuovi piani viari dirigendo, nel caso di Ginevra, le automobili sulla circonvallazione evitando di passare dal centro Città. È questo il futuro per creare delle smart cities.

E il Ticino?

Riportando questo esempio alle nostre latitudini, l’analisi dei flussi di traffico tramite i big data si rivelerebbe estremamente utile ed efficace per capire e progettare il futuro delle nostre strade. Ciò richiede una visione certamente a lungo termine e un’apertura al cambiamento verso queste nuove discipline. Oggi i dati sono diventati informazioni fondamentali: permettono di visionare i diversi tipi di traffico, i mezzi di trasporto utilizzati e di analizzare quindi gli spostamenti degli utenti. Grazie a una tale panoramica completa dei flussi in Ticino, il Cantone potrebbe progettare in modo lungimirante tutti i progetti di mobilità in cantiere e quelli futuri. Sulla base delle precedenti considerazioni, facendo uso delle facoltà previste dall’art. 101 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, chiedo dunque al Consiglio di Stato di valutare l’introduzione dei big data per poter analizzare e progettare il futuro della mobilità cantonale.

Con ossequio
Marco Passalia