Mancano le buone idee

Guardando al tessuto economico ticinese vedo uno scenario debilitato che non sa come sfruttare
appieno le grandi opportunità offerte dal nostro sistema-paese. Il rischio è quello di mettersi sulla
difensiva e chiudersi come un riccio. Talvolta, ho la netta sensazione che siamo a corto di buone
idee e di progetti innovativi che creino dinamismo nel nostro Cantone. Finiti gli anni delle vacche
grasse del settore finanziario, lo stordimento è ancora presente e dobbiamo capire quale indirizzo
prendere. Che fare dunque? La formazione professionale e quella terziaria sono certamente due
pilastri su cui costruire, senza tabù e senza paure, il futuro del nostro Cantone. Le parole chiave
devono essere: orientamento professionale, innovazione e digitalizzazione.

Pubblicato su Popolo e Libertà, marzo 2020