Volontariato: mala tempora currunt

Lo scorso 5 dicembre è stata festeggiata la giornata del volontariato. Tema tornato in auge durante il lockdown grazie ai numerosi volontari corsi in aiuto di chi era in difficoltà o costretto a casa. Purtroppo però ai tempi dei social network e dei contatti digitali sembra imperare una crescente forma d’individualismo e di egoismo. Quello dei volontari è un esercito silenzioso che fa sempre più fatica a reclutare nuove persone che si mettono a disposizione gratuitamente nei comitati delle associazioni senza scopo di lucro, nello svolgimento di opere di volontariato in favore dei più deboli o semplicemente per sostenere queste attività. Il problema è che oggi la cultura del volontariato si sta a poco a poco sgretolando e sta perdendo d’interesse. Tutto è dato per scontato in una società sempre più individualista che vorrebbe delegare allo Stato tutto il sostegno necessario per i più deboli, naturalmente non a costo zero. Un modo di vedere la società in cui si dimentica che tra il cittadino e lo Stato c’è una stratificazione di entità intermedie – famiglia, associazioni e così via – dove il volontariato svolge un ruolo fondamentale.

Pubblicato su Popolo e libertà, dicembre 2020